Il conto alla rovescia è quasi terminato. Tra poche ore prenderà il via a Menlo Park Meta Connect 2025, la conferenza più importante dell’anno per l’azienda guidata da Mark Zuckerberg. Un appuntamento che si preannuncia denso di annunci e che potrebbe segnare una svolta nel modo in cui interagiamo con la tecnologia.
Quest’anno l’attenzione è puntata soprattutto sugli occhiali intelligenti di nuova generazione, ma non mancheranno riferimenti alla realtà virtuale con i visori Quest, al Metaverso e, soprattutto, al grande progetto di Meta Superintelligence Labs (MSL), la divisione dedicata all’intelligenza artificiale avanzata.
Un evento globale
Il keynote di apertura, condotto personalmente da Mark Zuckerberg, è fissato per mercoledì alle 17:00 ora del Pacifico, corrispondenti alle 2:00 del mattino di giovedì in Italia. Un orario scomodo per il pubblico europeo, ma che non fermerà gli appassionati e gli addetti ai lavori.
L’evento si svolgerà nel quartier generale di Meta a Menlo Park, con una platea ristretta di ospiti, giornalisti e sviluppatori, ma sarà trasmesso in streaming gratuito per milioni di spettatori in tutto il mondo. Per chi possiede un visore Meta Quest sarà possibile assistere in realtà virtuale tramite Horizon, mentre gli altri potranno seguire il live sulla pagina ufficiale “Meta for Developers” o sul sito di Meta.
Il giorno successivo, giovedì, alle 19:00 ora italiana, è in programma il Developer Keynote, dedicato alle nuove esperienze che sarà possibile creare con i dispositivi dell’azienda. Subito dopo, alle 19:45, si terrà una conversazione tra Michael Abrash, Chief Scientist di Reality Labs, e Richard Newcombe, VP di Reality Labs Research, focalizzata sul futuro degli occhiali con intelligenza artificiale contestuale e sulla trasformazione del computing secondo la visione di Meta.
Gli occhiali smart: da curiosità a piattaforma
Negli ultimi anni Meta ha venduto milioni di Ray-Ban smart glasses, imponendosi come uno dei player principali in questo segmento. Modelli eleganti, funzionali, capaci di registrare video, scattare foto e rispondere a comandi vocali. Un successo che ha convinto Zuckerberg a investire ancora di più in questo settore.
L’ultima evoluzione sarà presentata proprio a Connect 2025. Secondo le anticipazioni, il nuovo modello avrà il nome in codice Hypernova, anche se circolano altri nomi commerciali come “Celeste”. Si tratterà del primo occhiale consumer con un display integrato in una lente. Non un visore AR completo, ma un heads-up display che mostrerà informazioni utili direttamente davanti agli occhi: notifiche, traduzioni in tempo reale, indicazioni stradali, ricette.
Accanto al display, la vera novità è il braccialetto gestuale con tecnologia sEMG, capace di riconoscere i movimenti delle dita attraverso impulsi muscolari. In questo modo sarà possibile controllare gli occhiali con piccoli gesti della mano, senza dover ricorrere a touchpad o comandi vocali. Una soluzione che promette un’interazione più naturale e discreta.
Il design resterà fedele allo stile Ray-Ban, ma con montature più spesse per ospitare i nuovi componenti. Il peso dovrebbe aggirarsi intorno ai 70 grammi, superiore alle generazioni precedenti ma comunque accettabile per un utilizzo quotidiano. Il prezzo, invece, si preannuncia più impegnativo: circa 799 dollari, posizionando il prodotto in una fascia premium pensata per early adopters e appassionati.
Oakley Sphaera: la scelta degli sportivi
Accanto ai Ray-Ban, Meta presenterà anche una nuova collaborazione con Oakley: il modello Sphaera, pensato per chi pratica sport come corsa e ciclismo. Si tratta di occhiali dal design avvolgente, con lente unica e fotocamera centrale, perfetti per chi ha bisogno di comfort, leggerezza e resistenza.
A differenza dei Ray-Ban, gli Oakley puntano a un target specifico: sportivi e amanti dell’outdoor, che potranno contare su funzioni come registrazione video in movimento, assistenza vocale e notifiche integrate. Anche qui non mancheranno le potenzialità dell’AI, pronte a supportare l’utente in tempo reale.
Ray-Ban Gen 3: evoluzione costante
Oltre ai nuovi modelli, ci sarà spazio per la terza generazione dei Ray-Ban Meta. Non rivoluzionari, ma migliorati sotto diversi aspetti: maggiore autonomia, AI più potente a bordo, capacità di riconoscere oggetti e scene, e nuovi stili ispirati al mondo fashion.
Questa versione sarà probabilmente la più accessibile per il grande pubblico, offrendo un equilibrio tra funzionalità avanzate e prezzo contenuto.
Meta e la realtà virtuale: il ruolo dei visori Quest
Sul fronte VR, le indiscrezioni parlano di aggiornamenti software e nuove esperienze, ma non di un nuovo visore Quest. Meta starebbe lavorando a un modello ultraleggero previsto per il 2026, ma difficilmente verrà svelato in questa occasione.
Zuckerberg, tuttavia, non mancherà di richiamare l’attenzione sul Metaverso, il grande progetto che da anni accompagna la sua visione. Non più soltanto un mondo virtuale immersivo, ma un ecosistema in cui AI, realtà aumentata e realtà virtuale si intrecciano, dando vita a un computing più naturale, contestuale e integrato nella vita quotidiana.
Meta Superintelligence Labs: il cuore dell’innovazione AI
Per la prima volta, Connect 2025 si svolge dopo la nascita di Meta Superintelligence Labs (MSL), divisione creata con l’obiettivo di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale avanzata. Guidata da Alexandr Wang, giovane e visionario ex CEO di Scale AI, MSL rappresenta l’ambizione più grande di Zuckerberg: competere con i colossi dell’AI e portare l’azienda verso la cosiddetta “superintelligenza”.
Il laboratorio è stato riorganizzato in più team specializzati: ricerca pura, training dei modelli, integrazione con i prodotti, infrastruttura tecnica. A rafforzare il gruppo è arrivato anche Shengjia Zhao, uno degli scienziati dietro i più avanzati modelli linguistici, che ha assunto il ruolo di Chief Scientist.
Questa struttura consente a Meta di accelerare lo sviluppo, puntando a un’IA più contestuale, capace di comprendere meglio l’ambiente, anticipare i bisogni dell’utente e interagire in modo fluido. Non a caso, l’app standalone Meta AI è destinata a diventare il centro di controllo non solo per gli occhiali smart, ma anche per chatbot, assistenti vocali e applicazioni future.
Opportunità e sfide
Le aspettative sono enormi, ma non mancano i rischi.
Design e peso: 70 grammi possono sembrare pochi, ma per occhiali da indossare ore al giorno possono risultare scomodi.
Prezzo elevato: 799 dollari non sono alla portata di tutti, e in Europa la cifra sarà ancora più alta.
Autonomia: con display, AI e connettività, la durata della batteria resta un’incognita.
Privacy e percezione sociale: indossare occhiali con fotocamera e microfono integrati potrebbe sollevare dubbi e resistenze, come già accaduto in passato con Google Glass.
Funzionalità limitate del display: piccolo e pensato per informazioni rapide, non potrà sostituire lo schermo di uno smartphone.
Dall’altra parte, i vantaggi potenziali sono enormi: interazioni più naturali, AI sempre attiva e contestuale, possibilità di sviluppare un ecosistema di applicazioni innovative e, soprattutto, un primo passo concreto verso una tecnologia che unisce il mondo reale e quello digitale senza soluzione di continuità.
Cosa aspettarsi dal keynote
Durante l’evento vale la pena tenere d’occhio alcuni punti chiave:
Il nome ufficiale del nuovo modello Ray-Ban con display.
Le specifiche tecniche del display: dimensione, luminosità, risoluzione.
I dettagli del braccialetto gestuale: precisione, autonomia, comfort.
Le promesse sull’autonomia della batteria.
Prezzo e disponibilità per il mercato europeo.
Gli aggiornamenti all’app Meta AI e alle funzioni di riconoscimento visivo.
Eventuali sorprese sul fronte visori VR.
Le dichiarazioni su Meta Superintelligence Labs e i progressi nel campo dell’IA.
il futuro secondo Meta
Meta Connect 2025 non sarà solo un evento di prodotto, ma una dichiarazione di intenti. Con gli occhiali Hypernova (o Celeste), Oakley Sphaera, i Ray-Ban Gen 3 e le novità legate all’AI, Zuckerberg intende dimostrare che il futuro del computing non passerà più da uno schermo in tasca, ma da dispositivi indossabili, intelligenti e sempre connessi.
Il percorso è ancora lungo, e i limiti tecnici non mancano. Ma se le promesse verranno mantenute, questo Connect potrebbe essere ricordato come il momento in cui gli smart glasses hanno smesso di essere un esperimento per diventare una vera piattaforma tecnologica.
E in tutto questo, l’AI di Meta Superintelligence Labs rappresenta la chiave: senza un’intelligenza artificiale capace di comprendere il contesto, anticipare bisogni e offrire soluzioni immediate, gli occhiali smart resterebbero semplici gadget. Con l’AI giusta, invece, possono diventare la porta d’accesso a un nuovo modo di vivere la tecnologia.


