Dopo anni di speculazioni, Apple lancerà il suo primo iPhone pieghevole entro la fine del 2026. La notizia, riportata da Mark Gurman di Bloomberg, ha sorpreso molti osservatori per una semplice ragione: Apple, questa volta, non sarà la prima a inventare una nuova categoria di prodotto.
Al contrario di quanto accaduto con iPod, iPhone, iPad, Apple Watch e AirPods, dispositivi che hanno segnato l’inizio di nuove epoche tecnologiche, il pieghevole della Mela entrerà in un settore già esplorato e consolidato. Samsung, Huawei, Oppo, Honor, Xiaomi e altri produttori hanno già lanciato numerosi dispositivi pieghevoli, in particolare nella configurazione “a libro”, consolidando formati, target e tecnologie.
Un design familiare, senza rivoluzioni visive
Il dispositivo pieghevole di Apple dovrebbe adottare una struttura simile al Galaxy Z Fold di Samsung, secondo le fonti di Bloomberg. Avrà uno schermo OLED flessibile fornito da Samsung Display, una tecnologia ormai matura e affidabile. Non è prevista, almeno all’inizio, una rivoluzione nel design o un’interfaccia completamente inedita.
Questo approccio riflette una nuova filosofia: Apple non punta a essere pioniera tecnologica, ma regina del perfezionamento. A differenza del passato, dove i prodotti Apple hanno spesso “reinventato” settori esistenti (si pensi all’iPhone che ha soppiantato i telefoni a tastiera), in questo caso l’obiettivo sarà quello di prendere un concetto ormai noto e renderlo desiderabile, affidabile e perfettamente integrato nell’ecosistema iOS.
Un mercato maturo… ma ancora affamato
Il mercato degli smartphone pieghevoli ha già superato i 20 milioni di unità vendute nel 2023, e le proiezioni indicano una crescita costante nei prossimi anni, con stime che parlano di oltre 100 milioni di dispositivi entro il 2028. La Cina è oggi il paese trainante per i foldable, con una domanda in forte espansione e una competizione tra brand locali altissima.
Proprio la Cina sarà uno dei motivi principali per cui Apple ha deciso di entrare in questo segmento, come confermato da fonti interne riportate da The Verge e MacRumors. Lì, marchi come Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo hanno già lanciato diversi modelli pieghevoli, spesso con ottimi risultati. Apple, in difficoltà in Cina per la crescente concorrenza locale e la pressione politica, potrebbe trovare nel pieghevole un modo per rilanciare il proprio appeal tra i consumatori più esigenti e facoltosi.
Il tempismo gioca a favore di Apple
Paradossalmente, l’esperienza accumulata da Samsung e dagli altri competitor potrebbe favorire l’iPhone Fold. I problemi iniziali legati alla fragilità dei display, alla visibilità della piega o all’usura della cerniera sono stati in gran parte risolti, e il pubblico è ormai abituato all’idea di uno smartphone che si piega.
Questo significa che Apple può entrare in un contesto dove la tecnologia è più stabile, i fornitori sono pronti e i costi sono (relativamente) sotto controllo. Inoltre, l’azienda di Cupertino potrebbe beneficiare indirettamente della supply chain di Samsung, in particolare per la produzione dei pannelli OLED flessibili e delle componenti legate alla cerniera. Un paradosso interessante: il successo del pieghevole Apple potrebbe incrementare anche i profitti di Samsung, da sempre la sua principale rivale sul fronte hardware.
Un aspetto fondamentale sottolineato da Mark Gurman è la domanda inespressa. Milioni di utenti Apple da anni desiderano un dispositivo pieghevole, ma non sono disposti a passare ad Android per averlo. Questa fedeltà al sistema operativo iOS e all’ecosistema Apple rappresenta un vantaggio competitivo enorme.
Apple ha il potere di trasformare un prodotto di nicchia in un fenomeno di massa, semplicemente legittimandolo con il proprio marchio. È già accaduto con gli smartwatch, che solo dopo l’uscita dell’Apple Watch hanno visto una crescita esponenziale.
Una differenza chiave: il software
Anche se il design sarà simile ad altri foldable, Apple non si limiterà a copiare. L’azienda starebbe sviluppando una versione ottimizzata di iOS — probabilmente iOS 27 — che integrerà funzionalità pensate per lo schermo pieghevole.
Tra le funzioni previste:
Multitasking migliorato, con più app affiancate come su iPad.
Supporto per Apple Pencil, almeno nella parte interna dello schermo.
Gestione dinamica delle notifiche e delle app tra schermo esterno e interno.
Funzionalità ibride tra iOS e iPadOS, come la possibilità di passare da modalità telefono a tablet in modo fluido.
L’integrazione software sarà probabilmente il vero punto di forza di Apple, capace di differenziare il proprio pieghevole da quelli Android, spesso accusati di avere interfacce poco ottimizzate per il nuovo formato.
Prezzo da capogiro, ma con un target ben definito
Secondo Gurman, l’iPhone pieghevole sarà posizionato nella fascia ultra-premium, con un prezzo base di almeno 2.000 dollari. Non si tratterà di un prodotto di massa, almeno inizialmente, ma Apple conta di ottenere alti margini per unità venduta, spingendo verso l’alto l’ASP (Average Selling Price) della gamma iPhone.
Questo approccio rispecchia la strategia già adottata con i MacBook Pro da oltre 3.000€, con gli iPhone Pro Max da oltre 1.500€ e con il Vision Pro a 3.499$. Apple punta a costruire un prodotto d’élite, desiderabile, magari acquistato anche da chi non ha davvero bisogno di un pieghevole ma vuole il meglio.
Sfide da affrontare: cerniera, piega e durata
Apple sta lavorando per risolvere alcune delle criticità più comuni dei dispositivi pieghevoli, tra cui:
La visibilità della piega centrale, ancora evidente nei modelli esistenti.
L’affidabilità della cerniera, che deve resistere a migliaia di piegature senza perdere precisione.
La resistenza generale del dispositivo, sia agli urti che a polvere e liquidi.
Fonti industriali indicano che Apple avrebbe testato oltre 100 prototipi diversi, alcuni dei quali con display pieghevoli solo parziali, altri con doppio schermo, altri ancora in stile iPad mini pieghevole. Alla fine, però, la scelta sarebbe ricaduta su un formato a libro da circa 7,9 pollici, simile all’attuale iPad mini quando aperto, ma tascabile quando chiuso.
Un impatto che potrebbe cambiare il settore
Anche se Apple non sarà la prima a lanciare un pieghevole, il suo ingresso nel mercato avrà un impatto enorme. Come successo con gli smartwatch, l’azienda potrebbe rendere il formato pieghevole finalmente “mainstream” anche per chi fino ad ora lo considerava solo una curiosità da geek.
Secondo gli analisti di IDC, il solo annuncio dell’iPhone Fold potrebbe raddoppiare l’interesse verso la categoria nel giro di pochi trimestri, non solo da parte degli utenti ma anche da parte degli sviluppatori, che inizieranno a creare app ottimizzate per il nuovo form factor.
I tempi e le prossime mosse
Bloomberg indica il fine 2026 come finestra di lancio più probabile, ma alcuni rumor parlano di una possibile anteprima già alla WWDC 2026, dove Apple potrebbe mostrare una versione prototipale del dispositivo per attirare sviluppatori e media.
Nel frattempo, Apple continuerà a testare materiali, design e software, e parallelamente potrebbe spingere verso formati alternativi, come un iPad pieghevole da oltre 10 pollici o addirittura un Mac pieghevole con tastiera virtuale, anche questi in fase sperimentale secondo fonti coreane.
Una mossa calcolata, un successo annunciato?
Apple si prepara a fare il suo ingresso in uno dei segmenti più dinamici della telefonia mobile, con un tempismo che sembra tutt’altro che casuale. Il 2026 sarà l’anno in cui i dispositivi pieghevoli diventeranno finalmente una realtà di massa, e Cupertino vuole essere presente, pur senza aver fatto da apripista.
Senza introdurre una rivoluzione, l’iPhone Fold potrebbe diventare il prodotto che legittima definitivamente l’era dei pieghevoli, trasformando un segmento sperimentale in un nuovo standard del mercato premium.
E quando Apple entra in gioco, il settore cambia. Anche se stavolta, non sarà la prima a farlo — ma potrebbe essere la migliore.




