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La Rivincita Europea Sul Cloud: Come Cubbit Sta Sfidando Le Big Tech

Con un finanziamento di 12,5 milioni di dollari, Cubbit punta a espandersi in Europa e portare il suo innovativo cloud nello spazio.

Cubbit, la startup italiana che ha fatto “a pezzi” il cloud, sta rivoluzionando il modo in cui gestiamo i dati, proponendo una soluzione alternativa alle grandi aziende tecnologiche globali. Questa realtà innovativa rappresenta una delle risposte europee più interessanti alla dominazione del mercato del cloud da parte delle big tech. Con un recente round di finanziamenti di 12,5 milioni di dollari, Cubbit si prepara ad ampliare la sua presenza in Europa e, a lungo termine, persino a portare il suo modello di cloud distribuito nello spazio.

Fondata nel 2016 da quattro studenti dell’Università di Bologna, Cubbit ha subito puntato sul pensiero laterale per risolvere problemi complessi legati all’intelligenza artificiale e ai big data. Invece di concentrarsi su una soluzione tradizionale, ha sviluppato il primo cloud geo-distribuito in Europa, una struttura che promette una maggiore sicurezza e il rispetto dei requisiti di sovranità locale dei dati. Oggi, Cubbit conta oltre 350 clienti e ha attratto investitori di rilievo internazionale, come il fondo LocalGlobe, leader negli investimenti in Europa, Africa e Medio Oriente, e Etf Partners, noto per il suo focus sugli investimenti sostenibili.

Un’espansione strategica

Grazie ai nuovi capitali, Cubbit punta ad espandersi nei mercati di lingua tedesca, in particolare Germania, Austria e Svizzera (DACH). Per rafforzare la sua presenza in questi paesi, ha stretto una partnership con Wiit, una società specializzata in cloud per le imprese, affiancandosi ad altri partner internazionali di spicco come Hewlett Packard Enterprise (HPE), Equinix, Exclusive Networks e Leonardo. Questi giganti della tecnologia hanno riconosciuto il valore dell’approccio di Cubbit, che frammenta e distribuisce i dati in diversi nodi geografici, garantendo sicurezza e riduzione dell’impatto ambientale.

Il concetto alla base di Cubbit è semplice quanto rivoluzionario: invece di conservare i dati in un unico data center, la startup li “frantuma” in piccoli pezzi crittografati e li distribuisce su più nodi. Questo approccio non solo rende più difficile per i cybercriminali accedere alle informazioni, ma permette anche una maggiore resilienza ai disastri naturali o agli attacchi. In un mondo sempre più afflitto da eventi estremi legati al cambiamento climatico, questa soluzione rappresenta una risposta concreta alle crescenti preoccupazioni per la sicurezza dei dati.

Un cloud personalizzato e adattabile

Il cloud di Cubbit è personalizzato e potenzialmente adattabile nel tempo. Attraverso una dashboard intuitiva, i clienti possono indicare le proprie priorità e un algoritmo si occupa di orchestrare i dati e le risorse informatiche nel modo più efficiente. Un aspetto cruciale di questa offerta è il rispetto della sovranità digitale: i dati possono essere mantenuti all’interno dei confini nazionali, minimizzando la latenza e ottimizzando i consumi energetici.

Cillario, co-amministratore delegato e co-fondatore di Cubbit, spiega che il sistema è progettato per essere altamente resiliente, anche in caso di attacchi o guasti. “Il nostro cloud geo-distribuito prevede che in ogni singolo nodo ci siano solo frammenti crittografati di dati. Se alcuni nodi vengono colpiti, si riesce comunque a ricostruire quanto serve per evitare danni impattanti. Stiamo lavorando per minimizzare il rischio di non recupero dei dati, anche in caso di violazione di un numero crescente di nodi“.

Una soluzione sostenibile

La sostenibilità è un elemento chiave della visione di Cubbit. Grazie alla riduzione del fattore di ridondanza, che passa da 3 a 1,7, l’azienda mira a ridurre l’impatto ambientale del cloud storage, mitigando gli effetti negativi del crescente volume di dati da conservare. Cubbit si impegna anche a prolungare la vita dei server, offrendo alle aziende la possibilità di utilizzare il proprio hardware per periodi più lunghi, riducendo così la produzione di rifiuti elettronici.

Questo impegno verso la sostenibilità ha portato Cubbit a ottenere riconoscimenti importanti. A luglio, la scale-up ha ricevuto il premio Energy Earth Award dall’Associazione di Reseller e Traders di Energia, per aver sviluppato una soluzione che riduce di 30 tonnellate di CO2 all’anno le emissioni per ogni petabyte di dati gestiti.

La sfida dell’espansione europea

Il recente finanziamento e i premi ottenuti hanno dato una spinta significativa a Cubbit per ampliare la sua presenza in Europa, con particolare attenzione a Germania, Austria, Svizzera, Francia e Regno Unito. Allo stesso tempo, l’azienda sta sviluppando una serie di applicazioni verticali che dimostrino il valore della sua tecnologia in settori al di fuori della tradizionale sfera IT e B2B.

Per esempio, nel caso delle pubbliche amministrazioni e del settore manifatturiero, Cubbit si propone di offrire funzionalità di computing on edge, evitando così di dover passare continuamente dal cloud per l’analisi dei dati. Nel settore della sanità, Cubbit promette di garantire massima sicurezza con la massima libertà di condivisione dei dati, sfruttando il paradigma della zero-knowledge encryption, una tecnologia crittografica che consente di dimostrare il possesso di dati senza rivelarne il contenuto.

Il sogno spaziale

Cubbit non si ferma al pianeta Terra. Da quasi 10 anni, la startup lavora per distribuire in modo sicuro ed efficace dati frammentati in tutto il mondo. Ora, con il supporto di Leonardo, sta studiando come fare lo stesso anche nello spazio. Questa prospettiva rappresenta un’enorme opportunità per l’azienda, che potrebbe fornire soluzioni innovative per la gestione dei dati nelle missioni spaziali, offrendo un cloud geo-distribuito anche oltre i confini terrestri.

In conclusione, Cubbit sta dimostrando che l’Europa è pronta a competere con le grandi aziende tecnologiche americane e asiatiche, offrendo un modello di cloud che combina sicurezza, resilienza e sostenibilità. Con il supporto di investitori internazionali e partnership strategiche, l’azienda è ben posizionata per continuare a crescere e innovare, portando la sua visione di un cloud distribuito in tutta Europa e oltre.

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