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Precision Neuroscience: Nuovo Chip Cerebrale da 4.096 Elettrodi

Innovativa "Layer 7 Cortical Interface" Promette Applicazioni Rivoluzionarie nella Neurotecnologia

Precision Neuroscience, fondata dal Dr. Ben Rapoport, co-fondatore di Neuralink, ha recentemente stabilito un nuovo primato nel campo dei chip cerebrali. Dopo aver lasciato Neuralink, Rapoport ha guidato la sua nuova azienda a installare ben 4.096 elettrodi su un cervello umano, segnando un avanzamento significativo rispetto al precedente record di 2.048 elettrodi detenuto da Neuralink.

Questo straordinario risultato rappresenta un notevole progresso per neuroscienziati e ricercatori, poiché consentirà un monitoraggio ancora più preciso dell’attività cerebrale e potenzialmente aprirà nuove frontiere applicative nel campo della neurotecnologia.

Alla base di questo successo c’è la “Layer 7 Cortical Interface” di Precision, un innovativo strato di microelettrodi a matrice contenente 1.024 mini-elettrodi disposti in modo reticolare. La caratteristica modulare di questo dispositivo permette di aggiungere ulteriori strati, facilitando un’espansione flessibile del numero di elettrodi. Inoltre, l’intervento neurochirurgico richiesto per la sua installazione è minimamente invasivo.

L’azienda sostiene che un maggior numero di elettrodi nel cervello potrebbe teoricamente migliorare la trasmissione dei dati e fornire risultati più accurati. La “Layer 7 Cortical Interface” si distingue dagli altri chip cerebrali per la sua natura meno invasiva, poiché si posiziona come una sottile pellicola sulla superficie del cervello, evitando la penetrazione nella materia grigia. Questo dispositivo può essere inserito con un piccolo taglio nel cranio, attraverso il quale viene delicatamente fatto scivolare fino a coprire il cervello. La pellicola si adatta perfettamente alla superficie cerebrale, e l’unità di elaborazione dati, collegata agli elettrodi, viene posizionata tra il cranio e il cuoio capelluto. Anche la rimozione del dispositivo risulta essere semplice e non invasiva.

In contrasto, i chip di Neuralink penetrano nel cervello fino a 3-5 mm di profondità. Tuttavia, i dati hanno mostrato che l’85% dei fili si è ritratto dal cervello dei pazienti nelle settimane successive all’operazione, causando la disattivazione di alcuni elettrodi a causa dello spostamento. Neuralink sta cercando di risolvere questo problema pianificando di inserire i chip ancora più in profondità nei prossimi test.

Le preoccupazioni relative alla sicurezza e l’approccio invasivo di Neuralink hanno contribuito alla decisione di Rapoport di lasciare l’azienda e fondare Precision Neuroscience. Con questo nuovo approccio, Rapoport spera di realizzare un’integrazione più sicura e affidabile dei dispositivi cerebrali, avanzando il campo della neurotecnologia verso nuovi orizzonti.

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