Ridurre il gigantesco fabbisogno energetico dei sistemi di intelligenza artificiale. È questa una delle grandi sfide lanciate dalla comunità scientifica internazionale riunitasi nel capoluogo toscano per StatPhys29, la conferenza mondiale di fisica statistica che ha preso il via il 13 luglio e proseguirà fino al 18, con oltre 1.500 studiosi da tutto il mondo. Un appuntamento di altissimo livello, inaugurato nel Salone dei Cinquecento con la presenza del premio Nobel Giorgio Parisi, che ha subito posto l’accento sull’urgenza di superare i vecchi modelli delle reti neurali, ancora oggi alla base dell’AI più diffusa.
“La maggior parte degli algoritmi di intelligenza artificiale si basa su architetture obsolete, nate negli anni ’80 e ’90, prive di una reale base teorica”, ha spiegato Parisi. Secondo il fisico, è arrivato il momento di ripensare da zero questi sistemi, partendo da una rappresentazione più realistica del loro funzionamento e prendendo ispirazione dalle neuroscienze e dalla fisica statistica.
Una posizione condivisa da molti ricercatori presenti alla conferenza, tra cui Roberto Livi, presidente della Società Italiana di Fisica Statistica, che ha definito la disciplina come una “scienza dei comportamenti collettivi”, capace oggi di offrire strumenti teorici per descrivere fenomeni complessi, tra cui l’apprendimento automatico e il funzionamento dei neuroni artificiali.
La scommessa della fisica statistica è dunque ambiziosa: costruire un ponte tra modelli fisici e reti neurali, per arrivare a sistemi più efficienti, flessibili e meno energivori. Un obiettivo tutt’altro che accademico, considerando l’impatto ambientale crescente dell’AI. Secondo alcune stime, l’addestramento di grandi modelli linguistici può consumare l’equivalente di centinaia di tonnellate di CO₂, con un costo energetico paragonabile a quello di interi quartieri cittadini.
Ma l’intelligenza artificiale non è l’unico tema di frontiera affrontato a StatPhys29. L’edizione fiorentina si distingue per un’attenzione particolare a settori emergenti come i “sistemi fuori equilibrio” – ovvero quei sistemi che cambiano nel tempo e che non raggiungono mai una stabilità, come il clima o certi materiali – e la “materia attiva”, cioè aggregati dinamici di elementi (cellule, batteri, particelle) che interagiscono e consumano energia per muoversi e organizzarsi.
A sottolineare la centralità di questi temi è stato Stefano Ruffo, direttore del comitato organizzatore, che ha voluto anche mettere in evidenza l’importanza della conferenza dal punto di vista culturale e geopolitico. “Qui a Firenze ci sono russi e ucraini, iraniani e israeliani. La scienza parla un linguaggio universale”, ha dichiarato Ruffo, ricordando che per la prima volta una sessione satellite della conferenza si terrà anche in Africa, presso l’Università del Ruanda. Un’iniziativa nata per promuovere l’inclusione scientifica e coinvolgere ricercatori di ogni parte del mondo.
Durante i sei giorni della conferenza, tra plenarie, sessioni tematiche e incontri aperti alla città, StatPhys29 affronta una vastissima gamma di argomenti: dalla fisica dei materiali alle dinamiche collettive nei sistemi biologici, fino alla meccanica statistica applicata al traffico urbano o ai mercati finanziari. Un approccio che riflette la natura stessa della disciplina, come ha sottolineato ancora Livi: “Siamo fisici atipici, interessati a esplorare metodi che possono essere applicati a molti campi diversi. Non promettiamo certezze, ma scommettiamo su idee nuove”.
Tra i momenti clou dell’evento, la consegna della prestigiosa Boltzmann Medal, assegnata a due scienziati di fama internazionale: Mehran Kardar, celebre per i suoi studi sulla crescita delle superfici e i sistemi disordinati, e Yoshiki Kuramoto, noto per le sue ricerche sulla sincronizzazione dei sistemi complessi. Premi anche ai giovani talenti, come Nicole Yunger Halpern, che lavora all’intersezione tra meccanica quantistica e teoria dell’informazione.
Firenze, intanto, diventa per una settimana il crocevia della fisica mondiale. E non solo nei palazzi delle conferenze. La manifestazione si apre anche alla cittadinanza, con eventi divulgativi nei musei, incontri su Enrico Fermi e dialoghi sui grandi temi dell’energia, del cambiamento climatico e delle trasformazioni tecnologiche in corso.
Al centro di tutto resta però una convinzione condivisa: la fisica statistica, spesso relegata ai margini della divulgazione scientifica, è oggi una delle chiavi più promettenti per comprendere e affrontare le grandi sfide del nostro tempo. In un mondo sempre più interconnesso, instabile e dominato da sistemi complessi, capire come emergono gli ordini spontanei, come si gestisce l’instabilità e come ottimizzare le risorse non è solo un esercizio teorico, ma una necessità concreta per il futuro.
“Se vogliamo un’intelligenza artificiale davvero intelligente, dobbiamo prima capire come funziona l’intelligenza vera – quella naturale, biologica, collettiva”, ha concluso Parisi. Un’intuizione che racchiude perfettamente lo spirito di StatPhys29: guardare avanti, ma con solide basi scientifiche. Perché a volte, per costruire il futuro, serve prima cambiare prospettiva..


